Marco Ceraglia espone alla Ex Biblioteca Universitaria a Sassari


“L’Urlo, una riabilitazione impossibile”; è un lavoro incentrato sulla tematica della carcerazione e il recupero della persona che ha  commesso reato.

Si tratta di un work in progress che attende la sua conclusione per poter poi sfociare in una pubblicazione multimediale. Iniziato alcuni anni fà, è realizzato con la collaborazione del Ministero dell’Interno, dell’Amministrazione Penitenziaria, il sostegno dei vari direttori, la preziosa collaborazione degli educatori che ho avuto modo di incontrare e conoscere durante lo sviluppo di questa indagine. Il progetto nasce dall’esigenza di focalizzare l’attenzione su una questione centrale per l’universo della detenzione carceraria, una questione complessa che può essere riassunta in questo quesito: l’istituzione carceraria, per come è concepita oggi e messa in atto, è una via efficace e percorribile per la riabilitazione e il recupero delle persone che hanno commesso reati? La ricerca e il racconto si schierano a fianco del pensiero di molte persone impegnate sul tema -tra i quali- Luigi Manconi e Gherardo Colombo, dei quali condivido il pensiero critico sul tema. La ricerca parte all’interno della colonia penale di Mamone, documentandone la vita e le differenze rispetto alla carcerazione di tipo “classico”. Ho poi implementato il lavoro  fotografando le altre due colonie penali attive in Sardegna, Isili ed Is Arenas (Arbus). Dopo la loro dismissione ha realizzato delle fotografie nel carcere sassarese di San Sebastiano e a Cagliari a Buoncammino; immagini che nonostante l’assenza dell’elemento umano, ne rivelano la presenza e la condizione. Il progetto mira a contribuire alla discussione sul ripensamento dell’attuale sistema carcerario nazionale, provando a soddisfare la necessità collettiva, forse più l’obbligo, a meglio conoscere il mondo della prigionia all’esterno. Si propone poi di interrompere, anche se parzialmente e temporaneamente, l’isolamento lamentato da gran parte della popolazione detenuta. Al tempo stesso questa ricerca vuole dar vita ad una raccolta documentaria su importanti e antichi sistemi architettonici, che potrebbero presto mutare radicalmente di identità, e su realtà storico-ambientali che, a partire da fine ottocento e sino ai giorni nostri, hanno coinvolto e interagito con intere comunità e porzioni di territorio, segnandone la storia,   la socialità, l’economia e lo sviluppo, come Mamone, Isili e Arbus.

Marco Ceraglia


 

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